I contributi previdenziali dei pubblici dipendenti non sono un reato e non debbono essere soggetti a prescrizione

“Si riveda la normativa relativa alla prescrizione contributiva dell’Inps per i dipendenti dello stato che provengono dall’Inpdap e che hanno periodi scoperti per negligenza delle amministrazioni di appartenenza” Lo dichiara Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa in merito alla scadenza prevista per il 31 dicembre per i pubblici dipendenti ex INPDAP che nel passaggio all’Inps si sono trovati periodi scoperti di contribuzione. “Anche se l’Inps ha precisato – continua Prudenzano – che periodi eventualmente mancanti non verranno persi dai lavoratori in quanto l’amministrazione di riferimento che, non potendo più regolarizzare quei versamenti, si farà carico direttamente dell’onere dei periodi che risultassero scoperti al momento dell’andata in pensione del dipendente. In sintesi i lavoratori che dovessero trovarsi in questa spiacevole situazione, che sembrerebbero essere circa tre milioni, dovranno fare due pratiche di pensione una all’Inps e l’altra all’Amministrazione di competenza. Conoscendo la burocrazia italiana – conclude Prudenzano – c’è da scommettere che ci saranno molti contenziosi che interesseranno i pubblici dipendenti. Il Ministro Di Maio, competente per materia, faccia in modo che le Amministrazioni dello Stato sanino quanto prima le loro posizioni nei confronti dell’Inps, derogando dal principio di prescrizione, senza penalizzare con farraginosità burocratiche chi ha prestato la sua opera al servizio dello Stato.”

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About the Author: Martina Boccalini

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