I morti sul lavoro aumentano e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro penalizza i suoi ispettori

“I dati Inail ci dicono che i morti sul lavoro solo nei primi giorni dell’anno sono già 21. Nel periodo gennaio/ottobre 2018 sono state presentate 534.605 denuncie di infortunio 945 delle quali con esito mortale con un incremento del 9,45% rispetto allo stesso periodo del 2017” Lo dichiara Nicoletta Morgia Coordinatrice Nazionale di Confintesa Ministero del Lavoro. “Evidentemente la nascita della famigerata agenzia denominata Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) a poco è servita se i dati dimostrano l’aumento dei morti e la tendenza, anche per il 2019, sembra anticipare dati preoccupanti. Non serve neanche aumentare il numero degli ispettori senza e valorizzarne l’attività – continua Nicoletta Morgia – considerato che, a parità di presenze in ufficio, gli ispettori guadagnano il 25% meno di altri loro colleghi. Se l’INL pensa di risolvere il problema incentivando solo gli ispettori che mettono a disposizione dell’ufficio la propria auto per chiudere più pratiche e quindi fare più numeri per il raggiungimento degli obiettivi prefissati evidentemente tradisce la propria mission. Confintesa ritiene che più che alla politica dei numeri delle pratiche chiuse sia necessario abbinare al dato numerico azioni volte a risolvere la piaga del lavoro nero e delle morti bianche.  L’INL – conclude la Morgia – si faccia carico di questo dato e smetta di considerare gli Ispettori del Ministero del Lavoro lavoratori di serie B rispetto ai loro colleghi riacquistando una credibilità persa sulla pelle di tanti, troppi morti sul lavoro che sono la vera vergogna di questo Paese.”

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About the Author: Manuela Teti

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