La vertenza dei fattorini di Amazon dimostra che è necessario rimettere l’uomo (e non gli algoritmi) al centro del lavoro

“La protesta dei fattorini di Amazon che sta bloccando in Lombardia le consegne della società di commercio statunitense di Mr. Bezos, dimostra che ormai il rapporto di lavoro è regolato da algoritmi e computer che offendono la dignità del lavoratore.”  Lo afferma Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa in merito allo sciopero dei driver delle società che effettuano le consegne per conto di Amazon.

“Questo stato di cose rischia di divenire un’emergenza sociale che potrebbe espandersi in altri settori produttivi se non si pone rimedio e se non si finisce di considerare il lavoro dell’uomo un’applicazione del computer. Non è pensabile – continua Prudenzano – che il tempo tra una consegna e l’altra sia calcolato freddamente da algoritmi che non tengono conto né delle distanze, né del traffico, né tantomeno delle esigenze fisiologiche dei lavoratori. E’ necessario – conclude Prudenzano – rimettere al centro dell’attività lavorativa l’uomo che lavora e non subordinarlo ad una macchina. Il tempo delle catene di montaggio disumane o dei cottimi da schiavi è finito anche se qualche liberista incallito lo vorrebbe ripristinare”.

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About the Author: Manuela Teti

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