Chi siamo

Organizzazione sindacale avente carattere di associazione di associazioni. Ha natura programmatica e promuove la libera associazione e la tutela solidale e collettiva dei lavoratori dipendenti o eterodiretti, di quelli occupati in forme cooperative e autogestite, dei parasubordinati, dei disoccupati, inoccupati, o comunque in cerca di prima occupazione, dei pensionati e degli anziani.

Linee guida
Le società avanzate contengono spesso contraddizioni laceranti e pericolose per la loro stessa esistenza, sviluppando tensioni sociali più simili alle primitive lotte per la sopravvivenza che alle formidabili aspettative di una società civile.

La conseguenza è che le strutture portanti dello Stato dimenticano l’unione di intenti e di aspirazioni, dimenticano l’orgoglio e la coscienza di appartenere ad un gruppo umano con un denominatore comune (popolo, nazione, paese, stato, o come lo si voglia denominare), diventando un coacervo di gruppi che si contendono logore strutture nel disperato ed inutile tentativo di continuare a mantenerne il controllo. Non sanno più di appartenere alla stessa unità e non perseguono altro che i loro specifici interessi.
E dal trionfo del “particolare” la “lotta per la sopravvivenza” trae vigore generando un devastante effetto domino su tutte le categorie sociali, a cascata fino al “livello più basso”, che può essere solo sfruttato perché più in basso non c’è nessun altro da depredare.
E con lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo perdono forza diritti vecchi e nuovi: dal diritto all’istruzione alla tutela della salute, dalla difesa del welfare alla tutela dell’ambiente, dal diritto al lavoro allo sviluppo dell’arte, della scienza, della filosofia che sembrano ormai non avere più alcun “contenuto sociale”.
Confintesa respinge la logica dei predatori e dello scontro insensato di tutti contro tutti. Afferma il valore della solidarietà e considera fondamentali il pieno rispetto della libertà e del pluralismo che ne consegue, rifiutando qualsiasi monopolio.

Processo di umanizzazione della economia
“Capitale” e “Lavoro” sono stati visti per più di un secolo come poli opposti, come diverse nature, quando non sono altro che due aspetti della stessa cosa e, per di più, non sono sufficienti per costituire una civiltà, ma ne formano solo una parte. Questi due aspetti sono in realtà solo degli strumenti che, di per se, non sono buoni né cattivi, giusti o ingiusti poiché l’impronta morale viene data dall’uomo che li maneggia.

Per entrare nello specifico diremo che è fondamentale che i lavoratori siano coinvolti nelle scelte strategiche dell’azienda, anche per evitare conduzioni manageriali non condivisibili o “allegre” che trovano soluzione comode con la cassa integrazione, con il licenziamento, con la sottrazione di grandi capitali, con l’indebitamento dei piccoli risparmiatori, con lo spostamento della produzione dove la manodopera costa poco, i regimi sono amici e il sindacato inesistente.
Attualmente gli interessi economici particolari si impongono troppo spesso sulle scelte politiche, trascurando la programmazione e il conseguimento di obiettivi sociali, guardando solo al profitto a tutti i costi. A nostro avviso, il profitto non può né deve essere il solo elemento correlato al capitale ma tutto deve tendere ad un nuovo e radicale processo di “umanizzazione della economia”.

Rappresentatività e rappresentanza
La mancata applicazione dell’art. 39 della Costituzione ha affidato, nel mondo del lavoro privato, il riconoscimento del potere di rappresentanza, e di sindacato “maggiormente rappresentativo”, alla soggettiva volontà delle parti, mentre nel pubblico impiego, da più di 20 anni, la legge impone una misurazione che passa periodicamente dalla prova elettorale e la conta degli associati.

La carenza di regole nel mondo del lavoro privato (o la loro totale assenza) fa si che le Organizzazioni sindacali si comportino come in una giungla mentre serve una regolamentazione della materia, attuando correttamente l’art. 39 della Costituzione.

Adesione al Testo Unico sulla Rappresentanza
Il 25 settembre scorso si è perfezionato l’iter di adesione di CONFINTESA al Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014. Dal 25 settembre, pertanto, questa Confederazione e le sue organizzazioni associate, sono obbligate a rispettare e far rispettare le regole contenute nel Testo Unico e negli accordi collegati, ovvero l’Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011 e il Protocollo d’Intesa del 31 maggio 2013, nonché le procedure arbitrali previste nelle clausole transitorie e finali.

Adozione di un Regolamento di Organizzazione di un Codice Etico (ex d. lgs 231/01)
Il Decreto Legislativo 231/2001 è un provvedimento fortemente innovativo che adegua la normativa italiana in materia di responsabilità delle persone giuridiche (e degli altri enti anche non forniti di personalità giuridica), superando il tradizionale principio societas delinquere non potest.

CONFINTESA, caso raro tra le Confederazioni sindacali, ha deciso un percorso di miglioramento della propria realtà associativa. Il Manuale di cui ci siamo dotati formalizza dei protocolli operativi in grado di garantire uno svolgimento ottimale delle attività che costituiscono una best practice alla quale tutti si dovranno conformare e nella quale si definiscono le responsabilità di ruoli e competenze.

Questo atto, come molte altre iniziative e aspetti, fa parte di un programma di autoriforma dell’istituto sindacale in modo che abbandoni le secche di un potere di rappresentanza sempre più messo in discussione e rilanci la sua immagine e ruolo in una società che impone regole e comportamenti diversi e migliori.

 

Sede Nazionale: Roma 00186 – Corso Vittorio Emanuele II, 326
Tel 06.97747280  Fax 06.233228544

e-mail: info@confintesa.it  pec: confintesa@pec.confintesa.it
C.F. 97323750584

Dati aggiornati al 17.04.2017

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