La tragedia di Genova certifica il fallimento delle privatizzazioni che per ottenere utili, non danno garanzie di sicurezza e sono coperte dal segreto di Stato

“Siamo davanti all’ennesima tragedia annunciata che ha dato la morte a 39, per ora, persone con l’aggravante che l’altare sul quale sono state sacrificate 39 vite umane è quello del profitto a tutti i costi.” Lo afferma Francesco Prudenzano Segretario generale di Confintesa in merito al crollo del ponte Morandi di Genova.Abbiamo voluto osservare 24 ore di silenzio per il rispetto dovuto alle vittime innocenti di questa tragedia la cui responsabilità ha sicuramente un nome e cognome ma che è il frutto di un sistema legato alla politica e relativo alle concessioni ai privati sulla gestione della rete autostradale.

Negli anni novanta – prosegue Prudenzano – le privatizzazioni selvagge e senza controlli hanno favorito l’avvento di tragedie come quella del ponte Morandi rimaste senza colpevoli grazie anche all’assurda norma del segreto di Stato che non si capisce cosa debba nascondere se non eventuali future responsabilità come la tragedia di Genova. Nella fattispecie – conclude Prudenzano – abbiamo a che fare con una società, Autostrade per l’Italia, che ha come maggiore azionista una società che fa capo alla famiglia Benetton che peraltro paga le tasse in Lussemburgo ed è sempre attenta ai problemi degli immigrati ma meno attenta a quelli della manutenzione delle autostrade. Anche in questo caso siamo difronte ad una società privata che ha attuato i pedaggi più alti d’Europa e ha realizzato miliardi di euro di profitti senza reinvestire in sicurezza. Basta con queste tragedie, con il segreto di Stato, con le leggine fatte passare di notte che hanno favorito la società dei Benetton e con la logica del profitto a tutti i costi soprattutto quando il costo è in vite umane”.

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About the Author: Martina Boccalini

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