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PRUDENZANO: “IL CNEL PRENDA ATTO DEL CAMBIAMENTO. LA RAPPRESENTANZA NON È UN MONOPOLIO”

“I dati resi noti dal CNEL, secondo cui il 91% dei contratti depositati è siglato da CGIL, CISL e UIL con Confindustria, non possono essere interpretati come una fotografia della realtà del lavoro e della rappresentanza in Italia. Quei numeri raccontano un sistema bloccato e di una parte del Paese, quella che si ostina a non vedere quanto il panorama sindacale sia cambiato negli ultimi anni.”

Lo dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa, commentando lo studio del CNEL sulla contrattazione collettiva.
“Il panorama sindacale è cambiato: esistono nuove sigle radicate nei territori e nei luoghi di lavoro, specie nelle piccole e medie imprese, dove collaborano per il lavoro, il reddito e la ricchezza del paese. Il CNEL non può continuare a basarsi su schemi fermi agli anni ’70, ignorando questa evoluzione.
Non conta tanto i contratti che si firmano, ma anche la qualità e il rispetto dell’articolo 36 della Costituzione, che garantisce un salario equo. Contratti come quello dei vigilanti privati, per esempio, con paghe di 5 euro l’ora, sono inaccettabili.
In assenza dell’attuazione dell’articolo 39, il sistema resta bloccato, e c’è chi lo usa in modo strumentale per limitare la libertà di scelta tra i lavoratori.

Quanto a Confindustria, ormai tutti sanno che non rappresenta più l’intero tessuto produttivo: gran parte delle imprese associate ha meno di 50 dipendenti e la sua forza è legata alle aziende di Stato. Questo modello di contrattazione non è né democratico né rappresentativo della realtà italiana.

Abbiamo fiducia nella funzione del CNEL – conclude Prudenzano – ma chiediamo che non contribuisca a mantenere un’egemonia sindacale in modo artificioso, impedendo l’evoluzione del mondo del lavoro. Il CNEL è, e deve restare, la casa dei corpi intermedi. Non può essere usato da chi rifiuta il cambiamento e vuole cristallizzare un potere che ha perso nel tempo. Confidiamo nel buon senso e nella visione del Presidente Renato Brunetta, affinché il CNEL continui a difendere la libertà di scelta, la Costituzione e i diritti dei lavoratori.”

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