Confintesa esprime forte preoccupazione e contrarietà rispetto alla proposta avanzata dal Sottosegretario Claudio Durigon che prevede la possibilità, su base facoltativa, di utilizzare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei lavoratori per consentire il pensionamento anticipato a 63 anni con almeno 25 anni di contributi.
“Una simile proposta – dichiara Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa – stravolge il significato originario del TFR, nato come salario differito destinato a garantire una sicurezza economica per i lavoratori al momento del pensionamento. Utilizzarlo come strumento per compensare le carenze del sistema previdenziale è un errore concettuale e politico, oltre che un pericoloso precedente.
Il TFR – continua Prudenzano – è di proprietà esclusiva del lavoratore e ha lo scopo di offrire un sostegno concreto al termine della carriera lavorativa. Utilizzarlo per anticipare la pensione significa di fatto scaricare sul singolo le responsabilità di uno Stato che non riesce a garantire un sistema previdenziale equo e sostenibile.
Confintesa ritiene quindi inaccettabile che si cerchi di mascherare come “facoltativa” una scelta che, nei fatti, è un’alternativa obbligata per migliaia di lavoratori, costretti a sacrificare il TFR per uscire dal mondo del lavoro in condizioni dignitose.
Per queste ragioni – conclude Prudenzano – chiediamo alla Presidente del Consiglio di convocare un tavolo al fine di affrontare in modo serio, strutturale e condiviso l’intera questione previdenziale che riguarda milioni di lavoratori italiani che versano regolarmente i propri contributi all’Inps”.
