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LE PROMESSE DEL PRESIDENTE ROCCA SULLA SANITÀ NEL LAZIO

A due anni e mezzo dall’insediamento del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, Confintesa alza la voce contro quella che definisce una politica fatta di annunci e promesse mancate, soprattutto in un settore cruciale come quello della sanità pubblica.
Uno dei principali cavalli di battaglia dell’attuale Presidente in campagna elettorale era stato proprio il superamento delle liste d’attesa, una piaga cronica che affligge le strutture sanitarie del Lazio e che, secondo le affermazioni fatte in campagna elettorale dal Presidente Rocca, rappresentava la priorità che sarebbe stata risolta in 12 mesi. Tuttavia, a distanza di 2 anni e mezzo, la situazione è peggiorata: sempre più cittadini lamentano tempi infiniti per accedere a visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici, nonostante l’impegno solenne preso davanti agli elettori.
I cittadini del Lazio avevano riposto fiducia in Rocca proprio per il suo passato da manager sanitario e per la promessa di voltare pagina. Oggi quella fiducia appare fortemente incrinata. 

Ma la denuncia di Confintesa non si ferma alla sanità. Puntiamo il dito contro la gestione delle relazioni industriali da parte della giunta Rocca, definendola “discriminatoria e miope”. In particolare, critichiamo l’esclusione sistematica di molte sigle sindacali dai tavoli di confronto, in spregio al principio costituzionale del pluralismo sindacale.
Confintesa è presente al CNEL ed è riconosciuta come organizzazione rappresentativa sia nel pubblico che nel privato. Viene regolarmente convocata a Palazzo Chigi al pari di altre Organizzazioni sindacali, eppure, la Regione Lazio continua a interloquire soltanto con le solite tre sigle sindacali, ignorando la realtà di centinaia di migliaia di lavoratori che si riconoscono in altre organizzazioni.

Tra le mancanze più gravi, secondo Confintesa, vi è il mancato avvio del CREL (Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro), un organismo che dovrebbe garantire la partecipazione attiva di tutte le parti sociali, come previsto dallo Statuto della Regione Lazio.
Dobbiamo purtroppo registrare che il Presidente Rocca preferisce rincorrere il consenso della sinistra, mantenendo uno schema di confronto sindacale vecchio, chiuso e autoreferenziale. Questo non è solo un problema per Confintesa, ma per la democrazia e la rappresentanza dei lavoratori nel Lazio.

La richiesta: un cambio di passo immediato
Confintesa chiede con forza un’inversione di rotta: una sanità realmente efficiente e accessibile a tutti i cittadini, e un modello di relazioni sindacali che non discrimini nessuno.
Serve meno propaganda e più concretezza. La Regione Lazio non può permettersi di perdere altro tempo. La politica degli annunci ha fallito. Ora è il momento dei fatti.

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