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CONFINTESA SANITÀ: CARENZA DI INFERMIERI COMPROMETTE ASSISTENZA E CONDIZIONI DI LAVORO

Secondo i dati più recenti, il rapporto tra infermieri e popolazione in Italia è notevolmente inferiore alla media OCSE. Si stima che l’Italia abbia circa 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, a fronte di una media OCSE di 9,8. Questa carenza è particolarmente evidente in alcune regioni, come la Sicilia e la Calabria. La situazione è ulteriormente aggravata dalla “fuga” di professionisti che lasciano il SSN: ogni anno oltre 10.000 infermieri si dimettono o si cancellano dall’albo.

Le ragioni di questa crisi sono molteplici e complesse:

  • Stipendi non competitivi: Gli infermieri italiani guadagnano in media 32.400 euro lordi all’anno, ben al di sotto della media europea di 39.800 euro. Questo divario salariale spinge molti professionisti a cercare opportunità all’estero.
  • Carico di lavoro elevato: La carenza di personale si traduce in turni massacranti, stress e burnout, con il 50% degli infermieri che si dichiara insoddisfatto del proprio lavoro.
  • Pochi nuovi ingressi: I corsi di laurea in infermieristica non riescono a coprire i posti disponibili, con un numero di candidati insufficiente a colmare il fabbisogno del sistema sanitario.

Le conseguenze della carenza sono drammatiche: aumento delle liste d’attesa, difficoltà nell’erogazione dei servizi e calo della qualità dell’assistenza. È necessario un intervento immediato per evitare il collasso del sistema. La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) e Confintesa Sanità, chiedono una cabina di regia straordinaria per affrontare la crisi, proponendo l’aumento dei salari, la valorizzazione della professione e l’investimento nella formazione per attrarre e trattenere i talenti nel nostro Paese.

Da tempo Confintesa Sanità – dichiara Domenico Amato, Segretario Nazionale Confintesa Sanità ha affrontato questo gravoso problema che non inerisce purtroppo unicamente al personale infermieristico ma anche e non solo a quello medico, nessun governo sinora, di sinistra o destra che sia, ha realmente e seriamente lavorato per risolvere un problema che potrebbe mettere in ginocchi il SSN”,

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