Il Segretario Generale di Confintesa, Francesco Prudenzano, interviene sul Decreto-Legge 146/2025 in materia di ingresso regolare dei lavoratori stranieri, evidenziando luci e ombre di un provvedimento che ridisegna in profondità l’accesso al mercato del lavoro per cittadini non comunitari.
«La semplificazione delle procedure di ingresso è un passo necessario per far funzionare un sistema che negli anni si è trasformato in un labirinto burocratico. Permettere al lavoratore di iniziare l’attività in attesa della conversione del permesso e rendere più chiaro il percorso di regolarizzazione sono misure utili, soprattutto nei settori dove la domanda di lavoro è alta e continua», dichiara il Segretario Generale.
«Ma non possiamo ignorare il lato oscuro del mercato: se si aumentano le possibilità di accesso senza rafforzare parallelamente gli strumenti di tutela, il rischio è che crescano sfruttamento, lavoro nero e caporalato.
La stabilizzazione dei programmi di ingresso per il lavoro domestico e di cura è positiva, ma va accompagnata da controlli reali e da un sistema che protegga le persone più vulnerabili, non che le esponga a nuove forme di dipendenza dal datore di lavoro.»
Confintesa valuta favorevolmente l’estensione dell’assegno di inclusione alle vittime di tratta e violenza, così come il rafforzamento del Tavolo Caporalato, ma chiede maggiore chiarezza sull’interoperabilità dei sistemi e sui controlli di veridicità dei datori di lavoro: «Senza controlli efficaci — prosegue Francesco Prudenzano — il rischio è che la semplificazione diventi una porta aperta per sfruttamento e irregolarità mascherate».
Il sindacato seguirà da vicino il percorso parlamentare del decreto, proponendo miglioramenti necessari per garantire un equilibrio tra esigenze produttive, tutela dei lavoratori e contrasto alle reti illegali.
«L’immigrazione non è un’emergenza, è un fenomeno strutturale. Servono regole chiare e applicabili, non norme che rischiano di moltiplicare le criticità», conclude il Segretario Generale di Confintesa.
