La Federazione Confintesa Sanità esprime preoccupazione alla luce degli ultimi dati diffusi dalla Fondazione GIMBE, che evidenziano una progressiva riduzione delle risorse destinate al personale sanitario: secondo le stime, circa 33 miliardi di euro in meno negli ultimi dodici anni.
“I numeri descrivono una fase complessa per il Servizio Sanitario Nazionale, che richiede attenzione e scelte coraggiose” dichiara Domenico Amato, Segretario Nazionale di Confintesa Sanità.
“A fronte degli interventi annunciati dal Governo e dal Ministro Schillaci – prosegue Amato – emerge con chiarezza come la spesa per il capitale umano abbia subito una significativa contrazione dal 2012 a oggi.
La tutela della salute – sottolinea sempre Amato – non può basarsi esclusivamente su misure di carattere organizzativo prive di adeguate coperture finanziarie. I professionisti sanitari chiedono non riconoscimenti simbolici, ma una valorizzazione concreta delle competenze e condizioni di lavoro sostenibili, indispensabili per garantire servizi efficaci ai cittadini.
Trascurare il tema della dignità economica del personale sanitario – conclude Amato – rischia di ripercuotersi negativamente sull’intero sistema, incidendo sui tempi di attesa e sull’equità di accesso alle cure”.
Sulla stessa linea Alessio Minadeo, Vice Segretario Nazionale di Confintesa Sanità, che richiama l’attenzione sulle soluzioni adottate finora:
“Mentre molti infermieri scelgono opportunità all’estero o nel settore privato – afferma Minadeo – le risposte istituzionali si sono concentrate su interventi temporanei, come l’introduzione di nuove figure di supporto o il reclutamento di personale da Paesi extra-UE.
Riteniamo – aggiunge Minadeo – che senza un aumento strutturale delle retribuzioni e una revisione dei vincoli sulla spesa per le assunzioni, il SSN possa incontrare crescenti difficoltà nel medio periodo. È necessario passare dagli annunci a una programmazione solida e condivisa”.
Confintesa Sanità ribadisce quindi la necessità di un Piano Straordinario di Investimenti, che preveda l’allineamento graduale dei salari alla media europea, risorse certe per i rinnovi contrattuali e una pianificazione efficace delle assunzioni, anche per superare il ricorso a forme di lavoro temporanee.
“In assenza di segnali concreti nella prossima manovra – conclude Amato – sarà inevitabile aprire una fase di mobilitazione. Il personale sanitario ha bisogno di risposte chiare e tempestive: il tempo del confronto è ora”.
