Augusta(SR), poliziotto penitenziario tenta suicidio. Cilla(Confintesa CS): “Poliziotti non tutelati”

“Quello dei poliziotti penitenziari suicidi è un dramma che va avanti da tempo senza segnali di attenzione da parte del Ministero della Giustizia”.

Lo dichiara Matteo Cilla Segretario Generale di Confintesa Comparto Sicurezza in merito all’ennesimo tentativo di suicidio da parte di una appartenente alla Polizia penitenziaria nella caserma del penitenziario di  Augusta.

“Non è accettabile  – continua Matteo Cilla – vedere un servitore dello Stato che si sente violato nel corpo attraverso le aggressioni subite che ormai sono in costante crescita e costretto anche ad operare tra mille difficoltà al limite dei livelli minimi di sicurezza, con turni massacranti e dove, spesso, non vengono loro riconosciuti diritti fondamentali a tutela della loro sicurezza personale.

 Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare un’apposita direzione medica della Polizia Penitenziaria, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria.

Lo scorso anno 2021 sono stati 5 i poliziotti penitenziari che si sono tolti la vita, 6 furono nel 2020 e 11 nel 2019.

Confintesa ritiene che oltre ai giusti diritti dei detenuti debbano essere tutelati dallo Stato anche quelli di chi lavora quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini italiani.

Servono azioni concrete  – conclude il sindacalista – e non le chiacchiere ministeriali e dipartimentali che per evitare queste tragedie non ha fatto e non fa nulla.

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Ministro della Giustizia intervengano prima che si crei un nuovo caso: Non è più tempo di attendere ma di agire a tutela della Polizia Penitenziaria”.

 

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