Con la guerra delle parole non si risolve il problema occupazionale

Sul caso sblocco dei licenziamenti, ancora una volta, dobbiamo registrare che la montagna ha partorito il topolino”. Lo dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa in merito al documento uscito da palazzo Chigi definito “Avviso comune” e relativo allo sblocco del divieto dei licenziamenti che sarà possibile dal 1 luglio.

E’ passata – continua Prudenzano – una linea che permette ad alcuni lavoratori di essere tutelati rispetto al pericolo di licenziamenti mentre altre categorie possono tranquillamente perdere il posto di lavoro. Questa è la sintesi di un Avviso Comune che non fa altro che raccomandare alle imprese, libere di licenziare, di utilizzare per altre 13 settimane la CIG.  Ma, lo dice la parola stessa, una raccomandazione non è vincolante ai fini giuridici e quindi il rischio dal 1 luglio per la maggior parte dei dipendenti da aziende in crisi di perdere il posto di lavoro è reale. Confintesa vuole vedere, per esempio, quante imprese saranno disposte ad accollarsi 13 settimane di accantonamento di Trattamento di Fine Rapporto in più per rispettare una raccomandazione. Ancora una volta si è deciso di non decidere volendo far credere che sia stato tutelato il lavoratore”

Con questo Avviso Comune – conclude Prudenzano -si è solo posto a carico della collettività un problema che poteva essere, in parte, risolto dando aiuti alle imprese attraverso la defiscalizzazione e la decontribuzione.”

 

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