I navigator affondano nel concorsone. Per la ripresa dell’occupazione è necessaria una riforma dei servizi per l’impiego.

Se esistevano dubbi sulla effettiva necessità di avere dei disoccupati che debbono trovare lavoro ad altri disoccupati oggi, alla luce del flop del concorsone per assumere i navigator dove al primo turno di selezione si è presentato un terzo dei candidati ammessi alle prove, questi dubbi diventano certezze”. Lo dichiara Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa in ordine alla prima selezione degli aspiranti navigator che dovrebbero supportare i Centri per l’Impiego nella gestione delle politiche attive del lavoro legate al reddito di cittadinanza. “Il problema non sono i navigator ma il sistema di collocamento che in Italia è stato di fatto smantellato con la chiusura degli uffici di collocamento e la creazione di Centri per l’impiego che dovrebbero favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro ma che di fatto sono carrozzoni politici affidati prima alle province e poi alle regioni.

Secondo una recente indagine pubblicata da Repubblica – continua Prudenzano –su due milioni di persone che sono rivolte ai centri solo 37 mila riescono ad essere occupati ovvero 1,85% dei richiedenti anche se l’Anpal, l’Agenzia del Ministero del lavoro che deve coordinare le politiche attive del lavoro, afferma che i lavoratori che hanno trovato un’ occupazione con i CPI sono il 3% il problema rimane. La soluzione è ridisegnare i punti d’incontro tra domanda e offerta di lavoro e implementare le attività di formazione per rispondere alle mutate esigenze delle imprese e per far fronte al lavoro che sta cambiando. Il Governo – conclude Prudenzano – affronti una volta per tutte questo problema non in maniera ideologica ma pragmatica e crei soprattutto le condizioni per investimenti che favoriscano l’ occupazione abbassando la tassazione che è la prima vera causa della chiusura e della delocalizzazione delle nostre imprese verso paesi, anche Europei, dove il costo del lavoro è notevolmente inferiore a quello Italiano”.

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About the Author: Giorgia Delpin

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