Il Governo parla di autunno caldo ma non fa niente per raffreddarlo

“Anche se l’emergenza sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo, superata si prospettano, però, a partire dal mese di settembre, tempi altrettanto difficili. Dietro l’angolo rispunta, dopo oltre 50 anni il famigerato autunno caldo che caratterizzò la fine degli anni ’60 con scioperi e manifestazioni di piazza  in tutta Italia”. Lo dichiara Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa in merito alla grave crisi che sta facendo aumentare il numero dei disoccupati a causa dell’emergenza sanitaria. “A fronte dell’allarme lanciato dalla Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese – continua Prudenzano – che ha parlato chiaramente di rischio di rivolte sociali che vedono i cittadini scendere in piazza e, a volte, con comportamenti violenti nei confronti delle forze di polizia, che vanno comunque sempre condannati, non c’è stata una risposta del Governo adeguata. Siamo in presenza, purtroppo, di un Governo latitante su tutti i fronti e che vede solo nella proroga di uno stato di emergenza la panacea a tutti i problemi. Per far fronte a questa già drammatica situazione, che si prospetta ancor più pesante in autunno, necessitano interventi finanziari a sostegno di imprese e famiglie oltre che programmi innovativi di sviluppo legati ad incentivi fiscali e idonei a favorire gli investimenti privati e sostenere quelli pubblici”.  Il Segretario generale di Confintesa conclude affermando che “non è più procrastinabile, da parte del Governo, una seria azione che sia in grado di far ripartire l’economia e le imprese italiane. Le forze politiche che sostengono il Governo ne prendano atto e traggano le loro conclusioni altrimenti il prossimo autunno non sarà caldo ma rovente”.

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About the Author: Manuela Teti

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