Non bastavano Ilva e Alitalia, adesso c’è anche Unicredit

“Ormai non passa giorno che in Italia non spunti una crisi aziendale che metta a rischio i posti di lavoro. Oggi tocca a Unicredit”. Lo dichiara Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa commentando la presentazione del piano industriale 2020 -2023 di Unicredit che prevede esuberi di personale per circa 8 mila dipendenti di cui 6 mila in Italia. “Nonostante il piano presentato dal CEO di Unicredit Jean Pierre Mustier preveda il raggiungimento di 5 miliardi di utili nel 2023 non è accettabile che lo stesso progetto ipotizzi che 6 mila dipendenti italiani possano perdere il posto di lavoro con la chiusura di circa 500 filiali su tutto il territorio nazionale.

Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di fare profitti – continua Prudenzano – sulla pelle dei lavoratori che vengono utilizzati per guadagnare e si gettano nel cestino quando si ritiene non possano più servire. Sono ormai troppe le crisi aziendali che stanno minando i livelli occupazionali ed è indifferibile da parte del Governo l’attuazione di una politica industriale e di investimenti che modifichi l’attuale situazione sempre più pesante per le sorti del lavoro italiano. Non è più sopportabile la supremazia dei mercati che vengono manovrati da banche e finanza solo per generare profitto. Il Governo – conclude Prudenzano – modifichi tutta la legislazione che regola i rapporti di lavoro a cominciare da quel Jobs Act che ha creato solo precariato e disoccupati oltre che far prevalere le logiche di un capitalismo selvaggio e antisociale”.

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About the Author: Lorenzo Perrone

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