Prudenzano (CONFINTESA): Accanto ai lavoratori di Almaviva per mantenere vive le speranze nate dalle forti proteste messe in campo.

Almaviva 25 maggio Ieri il confronto tra azienda e sindacati al ministero dello Sviluppo economico è finita con un nulla di fatto: sul tavolo ci sono sempre gli esuberi dichiarati dall’azienda di call center, dei quali 1.670 soltanto a Palermo.

Sulla carta era un incontro decisivo. Infatti il 4 maggio un accordo raggiunto a Palazzo Chigi, che prevedeva la proroga dei contratti di solidarietà fino a novembre in cambio dello stop ai licenziamenti, è stato bocciato a grandissima maggioranza dai lavoratori, aderendo a quanto aveva chiesto loro la Federazione CONFINTESA TLC.
“Alcuni pensano che questo sia stato un male, noi credevamo, e crediamo ancora, che l’accordo sarebbe stato un suicidio, attraverso una lenta agonia“ dichiara il Segretario Generale CONFINTESA, Francesco Prudenzano.
Per Almaviva Contact servirebbero soluzioni di carattere strutturale non basate solo sul ricorso agli ammortizzatori sociali, per traghettare così la società in una condizione di equilibrio sul versante economico.
Il governo, per bocca del viceministro Teresa Bellanova, ha ricordato, invece, che gli ammortizzatori a disposizione sono i sei mesi di Cds di tipo B, più altri 12 mesi di cassa integrazione; poi un fondo residuale istituito dalla legge Fornero per altri 18 mesi di ammortizzatori con le stesse caratteristiche della Cig. Una manovra per salvare i lavoratori e per avere il tempo di regolare efficacemente il settore.
CONFINTESA TLC chiede risposte immediate e concrete entro il 5 giugno, quando si concluderà la procedura di mobilità.

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