PRUDENZANO (CONFINTESA): “ALCUNE LUCI SULLE OMBRE DELLA LEGGE FORNERO”

Pensione“Finalmente alcune luci sulle ombre della legge Fornero” dichiara il Segretario Generale di CONFINTESA Francesco Prudenzano in merito all’annuncio della creazione dell’Ape, «Anticipo pensionistico»,

di cui ieri il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ed il sottosegretario alla Presidenza Tommaso Nannicini hanno parlato per la prima volta ufficialmente con i sindacati.
“Questo primo dato, secondo cui, di qui al 2019 potranno beneficiare di un’uscita anticipata verso la pensione tutti i nati compresi tra il 1951 ed il 1955, è sicuramente un elemento molto interessante. Rispetto ai 66 anni e 7 mesi canonici, si potrà lasciare il lavoro anticipando il termine di uno, due o tre anni, e per i lavoratori italiani che dopo la riforma Fornero hanno visto raddoppiata la strada verso il pensionamento è almeno una buona notizia” continua Prudenzano.
La proposta del governo non prevede penalizzazioni per la pensione anticipata, ma un prestito con un piano di ammortamento di venti anni, una copertura assicurativa e una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato per alcuni soggetti più deboli e meritevoli di tutela. Non ci sarà, però, una vera e propria revisione dei requisiti previsti dalla legge Fornero: il costo per il bilancio dello Stato sfiorerebbe i 10 miliardi e dunque per evitare questo aggravio giudicato insostenibile è necessario mettere in piedi un’operazione di tipo finanziario, con l’intervento delle banche.
“Un lavoratore che nel 2017 avrà 64 anni o quasi, quindi tre in meno di quelli necessari per la pensione di vecchiaia, potrà scegliere di anticipare l’uscita. Per farlo, verificherà la pensione maturata sulla base dei contributi versati fino a quel momento e attraverso l’Inps sottoscriverà un prestito con la banca, che progressivamente gli anticiperà una somma pari al suo reddito per i tre anni in questione: ad esempio il 70 per cento della pensione spettante. Dopo un triennio avrà quindi accumulato un debito pari a 2,1 volte il trattamento annuale. Per restituirla in 20 anni dovrà versare una rata pari al 10,5 per cento della pensione, che si ridurrà di conseguenza. Se prendesse il 100 per cento del trattamento, la percentuale di riduzione salirebbe al 15.” conclude Prudenzano.

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