Se la macchina della Giustizia non funziona la colpa non è del personale di cancelleria

“Stiamo assistendo da diversi giorni a polemiche ed attacchi da parte dell’Avvocatura al personale di cancelleria che, nel pieno rispetto della normativa vigente, è costretto a lavorare da casa per la piena salvaguardia della salute propria e di quella della collettività.”  Lo dichiara Claudia Ratti Segretaria Generale di Confintesa F.P. in ordine agli attacchi dell’Avvocatura nei confronti del personale di cancelleria dei tribunali. “Confintesa – continua la sindacalista – durante questi due mesi di lockdown ha già denunciato la mancanza di uniformità relativa alle aperture dei tribunali che ha permesso in alcune parti del Paese di continuare a funzionare e in altre parti di bloccarsi. Oggi c’è l’inutile tentativo di criminalizzare il personale di cancelleria che, al contrario del personale di magistratura anche onoraria, non è stato messo nella condizione di lavorare da casa in mancanza di strumenti idonei allo smart working.

Confintesa ritiene che il problema non è lo smart working ma l’impossibilità del personale di utilizzare da remoto quegli applicativi del settore penale e civile del Ministero della Giustizia, che più incidono per l’utilità del lavoro dell’avvocatura e costringono i dipendenti di cancelleria, per operare, a recarsi sul posto di lavoro. Altro ostacolo operativo riguarda  l’accesso agli applicativi che è possibile solo con la Carta Multiservizi Giustizia (in breve CMG1), ma molti dipendenti non ne sono in possesso o perché non è mai stata rilasciata o perché non sono in corso di validità.  

Prima di scaricare le colpe sul personale – conclude Claudia Ratti – l’ufficio della Giustizia preposto alla gestione informatica faccia in modo di risolvere questi problemi e l’Avvocatura risparmi attaccare i lavoratori di cancelleria vittime quanto i cittadini di queste distorsioni organizzative. Non è con la conflittualità a tutti i costi che la macchina della Giustizia può funzionare ma solo con il confronto con chi rappresenta i lavoratori che si risolvono problemi organizzativi”.

 

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About the Author: Lorenzo Perrone

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