Servono riforme strutturali per eliminare le discriminazioni al lavoro femminile

“Il nostro non è un Paese per donne. Sembra una frase fatta ma è una fotografia crudele, le 37.611 giovani mamme che hanno dovuto rinunciare al proprio lavoro, (dati I.T.L.) è una realtà dura che evidenzia come il mondo del lavoro discrimini la presenza femminile nel mondo del lavoro”. Lo scrive il Segretario di Confintesa SMART, Alfredo Magnifico, in una lettera indirizzata alla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo nella quale Confintesa denuncia l’assenza di azioni di sostegno per le politiche femminili in particolare quelle legate alle donne con figli.

“La pochezza dell’attenzione riservata, fino ad oggi, al mondo femminile da parte della politica vuole essere al centro dell’agenda di Confintesa Smart per la ripartenza del Paese. I dati sono riferiti al2019- continua Magnifico – e non serve sottolineare che nel 2019 non c’è stata nessuna pandemia e le scuole sono state aperte, la fotografia che verrà fatta dell’Italia nel 2020 metterà ancor più in risalto questo gap sociale legato alla mancanza di provvedimenti strutturali che agevolano la discriminazione di genere nel mondo del lavoro. L’elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato”( rette dell’asilo nido o i costi per la baby sitter), mancato accoglimento ai nidi, distanza dal luogo di lavoro, flessibilità dell’orario di lavoro, mancata modifica dei turni, mancata concessione del part time e modifica delle mansioni svolte, sono solo alcune della cause del disagio che interessa il mondo del lavoro femminile nel nostro Paese. Confintesa SMART– conclude il sindacalista – chiede alla Ministra Catalfo un incontro al fine di poter confutare proposte volte a trovare soluzioni adatte a rendere accessibile a tutte le donne un diritto previsto dalla nostra Costituzione, quello al lavoro.”

Recommended For You

About the Author: Manuela Teti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.