Su blocco si e blocco no dei licenziamenti il Governo è in piena confusione

Orami la confusione regna sovrana tra le fila del Governo. Chi vuole lo sblocco immediato dei licenziamenti, chi quello selettivo, chi vorrebbe premiare le aziende che hanno utilizzato la CIG Covid. Mentre le forze politiche che sostengono Draghi e il suo governo discutono, il 1 luglio si avvicina e l’angoscia di centinaia di migliaia di famiglie aumenta.” Lo dichiara, in una nota, il Segretario Generale di Confintesa, Francesco Prudenzano parlando delle varie proposte per impedire un licenziamento di massa che, se non vi sarà un’ eventuale proroga del blocco dei licenziamenti, provocherà uno tsunami sociale di notevoli dimensioni. “Trovarsi  – continua Prudenzano -a poche ore dalla scadenza del decreto sostegni bis, che rischia di far attivare centinaia di miglia di procedure di apertura di licenziamenti, senza una linea di Governo precisa e decisa è la dimostrazione che ancora una volta queste ammucchiate politiche che sostengono Governi di emergenza, ancorché guidati da persone valide come il Professor Mario Draghi, non sono in grado di dare risposte concrete al mondo del lavoro e soprattutto garantire una ripresa economica.

Confintesa, in questi mesi, ha più volte detto che senza una revisione globale degli ammortizzatori sociali non è possibile consentire licenziamenti individuali e collettivi senza giusta causa. Dall’altro lato possiamo anche capire le posizioni datoriali ma non possiamo scinderle dalla necessità di garantire, soprattutto a quei lavoratori che rischiano di rimanere disoccupati per lunghi periodi, un minimo di sostegno economico finalizzato alla ricollocazione occupazionale. Non è pensabile – conclude Prudenzano – che si parli di sblocco dei licenziamenti selettivi andando concretamente contro i principi dettati dalla nostra Costituzione ma bisogna avere il coraggio, se necessario, di prorogare ancora fino ad ottobre il blocco per realizzare in questi mesi una vera e seria riforma degli ammortizzatori sociali che eviti l’assistenzialismo fine a se stesso e permetta ai lavoratori che rimarranno senza occupazione di avere una serie di politiche attive e di ripresa economica che consentano loro di ricollocarsi in tempi brevi.”

 

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