Sul Reddito di Cittadinanza si chiude la stalla quando i buoi sono scappati

“Ormai è sotto gli occhi di tutti il fallimento della gestione con cui è stato erogato il reddito di cittadinanza non solo per il fatto di averlo dato a camorristi, mafiosi e persone decedute, quanto per l’impossibilità di poter trovare un’occupazione a chi veramente potrebbe lavorare”.  Lo dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa, in merito al dibattito in corso sull’utilità del reddito di cittadinanza anche alla luce delle modifiche previste dalla Legge di Bilancio approvata dal Governo e in discussione in Parlamento che peraltro prevede lo stop ai cosiddetti navigator che non hanno sortito alcun risultato.  “Confintesa – continua Prudenzano – lo aveva già detto nel febbraio del 2019 che era necessario riformare i Centri per l’Impiego al fine di far incrociare domanda e offerta di lavoro in un sistema regolato da Politiche Attive del lavoro che dovevano favorire gli investimenti e sviluppare la formazione professionale dei giovani. Niente di tutto questo è stato fatto salvo impiegare 2500 navigator che sono risultati solo un’inutile operazione di facciata senza alcuna prospettiva reale né di controllo sui requisiti dei percettori del Reddito di Cittadinanza né sulla possibilità di offrire possibilità di lavoro.

Ora tutti si stracciano le vesti perché il Governo non rinnova i contratti ai navigator ma nessuno fa il mea culpa per non aver spinto per una reale riforma dei Centri per l’Impiego che ora saranno affiancati da agenzie private di collocamento che in questi anni hanno funzionato meglio delle strutture pubbliche nel far incontrare domanda e offerta di lavoro. Non serviranno a niente le manifestazioni di piazza per creare occupazione ma sarà necessario dare vita a politiche attive del lavoro che mettano al primo posto lo sviluppo della formazione professionale dei cittadini e incentivi statali per le imprese che favoriscano gli investimenti. Purtroppo – conclude Prudenzano – sono trent’anni che si parla di questo ma ancora non si è risolto nulla. Speriamo nei prossimi trent’ anni”.

 

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