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NON GUARDATE LA FIRMA DEI CONTRATTI, GUARDATE LA BUSTA PAGA!

Perché giudicare i contratti in base alle “etichette” è un errore che pagano i lavoratori.
Abbiamo letto l’analisi del Professor Tiraboschi sulla prossima Legge di Bilancio. C’è un punto su cui siamo d’accordo: i soldi pubblici non vanno sprecati.
Tuttavia, l’articolo suggerisce una soluzione che rischia di fare danni enormi: dare incentivi e aiuti solo alle aziende che applicano i contratti firmati dai “soliti noti” (i sindacati storici), tagliando fuori tutti gli altri considerati “troppo piccoli” o sconosciuti.
Vogliamo spiegare in parole semplici perché questo ragionamento è sbagliato e, soprattutto, come si risolve davvero il problema dei contratti pirata.

1. Perché siamo “piccoli”? (Il trucco del sistema)
L’articolo dice che ci sono troppi contratti (più di 1000) e che molti sono firmati da sigle che contano poco. È vero, ma c’è un motivo preciso se i numeri sono bassi per chi, come noi, fa sindacato seriamente.
Noi di Confintesa veniamo definiti “minori” non perché i lavoratori non ci vogliano, ma perché il sistema ci impedisce di crescere.

Funziona così:

  • Per contare, devi avere iscritti.
  • Per avere iscritti, l’azienda deve farti la trattenuta in busta paga.
  • Ma le grandi aziende (specialmente quelle di Stato come Poste o RAI) ci dicono: “Non vi facciamo la trattenuta perché non avete firmato il Contratto Nazionale”.
  • E non possiamo firmare il contratto nazionale… perché non fanno le trattenute per far contare i nostri iscritti!

È un cane che si morde la coda. Ci tengono piccoli per norma pattizia, e poi usano il fatto che siamo piccoli per dire che non contiamo nulla.

2. Troppi Sindacati “Finti”? La colpa è dell’assenza di regole
Siamo i primi a dire che in Italia ci sono troppi “contratti pirata”. Ma sapete perché?
Perché oggi, in Italia, fondare un sindacato è fin troppo facile. Bastano tre persone, uno statuto copiato da internet e una registrazione all’Agenzia delle Entrate. Non serve dimostrare di avere una democrazia interna, bilanci trasparenti o sedi reali.
Confintesa è la prima a chiedere regole severe:

  • Definiamo cos’è un Sindacato vero: Deve avere un’organizzazione democratica? Deve fare congressi veri? Deve avere bilanci pubblici? Assolutamente SÌ.
  • Chiudiamo i sindacati di comodo: Eliminiamo quelli nati solo per vendere servizi, convenzioni INPS o firme facili.

Ma attenzione: mettere regole serie non significa chiudere il mercato. Significa che chi rispetta le regole (come Confintesa) deve poter competere alla pari con tutti. Non si combattono i pirati affondando anche le navi oneste!

3. Il “Filtro” non deve essere l’amicizia, ma la qualità
Il Professor Tiraboschi chiede un “filtro” per decidere quali contratti premiare. Giusto. Ma quale filtro usiamo?
Quello che si vuole fare è usare il filtro dell’Identità: “Chi ha firmato questo contratto? Ah, non è dei sindacati storici? Allora non vale”. Sbagliato.
Noi proponiamo il filtro della Qualità: “Cosa c’è scritto dentro?”

  • La paga è dignitosa?
  • Ci sono ferie, malattia, sicurezza?

Se la risposta è SÌ, quel contratto è valido e l’azienda merita gli incentivi.

La nostra proposta semplice
Invece di creare monopoli, facciamo tre cose di buon senso:

  1. Regole chiare per esistere: Definiamo per legge i requisiti minimi di serietà e democrazia per potersi chiamare “Sindacato”. Chi non li ha, è fuori.
  2. Lasciate scegliere i lavoratori: Se un dipendente vuole iscriversi a un Sindacato, l’azienda deve fargli la trattenuta. Punto.
  3. Abbattiamo i muri informatici: Obblighiamo i software paghe a inserire i codici di tutti i contratti regolari, non solo quelli dei “big”.

Conclusione:
Non serve proteggere i “grossi” per combattere i contratti pirata. Serve serietà.
Se un sindacato è democratico e firma un contratto che ha tutte le tutele di base e che paga bene i lavoratori, quel contratto va rispettato. Il resto sono solo chiacchiere per difendere i privilegi di pochi a danno della libertà di tutti.

 

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