MAGGIORAZIONE RIA: CONFINTESA VINCE A ROMA - SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO

Un'ex dipendente del Ministero della Cultura iscritta a Confintesa, assistita dall'Avv. Cristina Della Valle, ha vinto la causa sulla maggiorazione della retribuzione individuale di anzianità (RIA) davanti al Tribunale di Roma, Sezione Lavoro. La sentenza è stata pubblicata il 13 marzo 2026 ed è passata in giudicato: non è più appellabile.

La ricorrente, in pensione dal 2023, aveva maturato nel 1993 dieci anni di servizio nel VII livello funzionale. Per effetto dell'art. 51, comma 3, della legge n. 388/2000, quell'anzianità era rimasta esclusa dalla maggiorazione prevista dall'art. 9 del D.P.R. n. 44/1990. La norma fissava retroattivamente al 31 dicembre 1990 il termine utile, nonostante la disciplina fosse stata prorogata fino al 1993. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 4 del 2024, ha dichiarato illegittima quella disposizione.

Il giudice ha quindi condannato il Ministero della Cultura a corrispondere alla ricorrente la maggiorazione di 516,46 euro annui dal 1993 fino al pensionamento. Ha disposto il ricalcolo di TFS, tredicesima, trattamento di quiescenza e contributi, e ha posto le spese di lite a carico dell'amministrazione. L'INPS è stato condannato a riliquidare la pensione.

«Una norma retroattiva aveva cancellato un diritto maturato.– dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale Confederale di Confintesa –Questa sentenza lo restituisce, con effetti sulla retribuzione, sul TFS e sulla pensione. È il risultato che vogliamo garantire a tutti coloro che si trovano nella stessa condizione».

Consulta la sentenza completa

LE ADESIONI RESTANO APERTE
Chi ha prestato servizio nel comparto Ministeri e ritiene di aver maturato anzianità utile tra il 1991 e il 1993 può aderire all'iniziativa giudiziale riservata agli iscritti a Confintesa Pensionati. L'iniziativa prevede la diffida all'amministrazione e il successivo ricorso, gratuito per gli associati.  Aderisci al ricorso RIA compilando il form.

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