Una giustizia lenta ha un forte impatto negativo sui cittadini e sull’economia”. Lo dichiara Claudia Ratti, Segretaria Generale di Confintesa FP in merito all’applicazione di una norma della legge Pinto che affida ruoli di Commissario ad acta a Dirigenti Amministrativi della giustizia.

I ritardi della giustizia – continua claudia Ratti – costano all’Italia oltre il 2 per cento del PIL e sono una delle ragioni per cui gli investitori italiani e stranieri scelgono altre destinazioni.

 La Legge Pinto, pensata per ridurre il contenzioso – denuncia Confintesa FP –  non ha raggiunto l’obiettivo prefissato, continuando invece a creare disservizi. Un esempio evidente sono le nomine dei Commissari ad Acta ai Dirigenti Amministrativi del Ministero della Giustizia, che si trovano a gestire emergenze continue senza un supporto tecnico adeguato. Sovraccarico che compromette la capacità dei Dirigenti di svolgere le loro funzioni organizzative fondamentali, con un consumo eccessivo di tempo e risorse, influenzando negativamente il bilancio dello Stato che continua a pagare interessi sui ritardi.

 Ritardo genera altro ritardo – aggiunge la Ratti – in una spirale che non vede ancora luce ed è quindi necessario intervenire in modo deciso ed efficace, anche utilizzando i fondi del PNRR.

Confintesa chiede al Governo e alle forze politiche un’azione legislativa che assicuri una distribuzione più equilibrata degli incarichi e un supporto effettivo per i dirigenti, in armonia con le necessità operative quotidiane e il rispetto delle competenze individuali per garantire una giustizia efficiente e giusta per tutti.

 Confintesa – conclude il Segretario di Confintesa FP – propone la modifica del testo di legge con il quale si attribuiscono gli incarichi di Commissari ad acta solo ai Dirigenti  dell’amministrazione soccombente, nonché l’implementazione di procedure per l’assunzione di dirigenti che coprano completamente la dotazione organica, promuovendo l’accesso tramite concorsi interni per valorizzare le competenze esistenti all’interno dell’Amministrazione.

Senza queste misure, la giustizia continuerà a essere allo sbando e i cittadini resteranno privi di tutele”.

 

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