Interessa chi ha maturato 5 – 10 – 20 anni di servizio nel periodo 1991-1993

La sentenza n. 4/2024 della Corte costituzionale ha suscitato notevole interesse, in quanto ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 51, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nella parte in cui escludeva per il periodo dal 1991 al 1993 l’operatività dell’anzianità di servizio utile per il conseguimento di determinati benefici nella retribuzione individuale di anzianità (RIA) di alcune categorie di pubblici dipendenti.

Tale disposizione è stata ritenuta retroattiva e lesiva dei principi del giusto processo e della parità delle parti in giudizio, in contrasto con gli artt. 111, commi primo e secondo, e 117, primo comma, della Costituzione, nonché con l’art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La sentenza ha chiarito, però, che la norma non è stata annullata né abrogata; pertanto, non ha effetti retroattivi e non incide su sentenze di rigetto passate in giudicato o su provvedimenti amministrativi non più impugnabili. Inoltre, non influisce sul decorso dei termini di prescrizione quinquennale dei crediti retributivi, che decorrono dal momento della loro progressiva insorgenza, come stabilito dalla Suprema Corte di cassazione a Sezioni Unite Civili n. 36197/2023.

Si sottolinea, inoltre, che la prescrizione non opera per coloro che sono andati in pensione dopo il 2019, consentendo così la richiesta di maggiorazioni per il periodo successivo a tale data. Per coloro che sono in pensione da oltre 5 anni, è fondamentale aver interrotto la prescrizione ogni 5 anni e poter documentare adeguatamente tale interruzione. In assenza di questa documentazione, la richiesta di RIA potrebbe non essere possibile.

Pertanto, è essenziale che i pensionati siano informati di queste evoluzioni normative e giurisprudenziali per poter valutare adeguatamente la possibilità di presentare istanze per il riconoscimento delle maggiorazioni maturate.

Pur tuttavia, comprendiamo bene la necessità di non lasciare nulla di intentato e, per questo, è opportuno che gli interessati utilizzino il nostro Form al seguente link: https://www.confintesa.it/wordpress/ria-e-lavoratori-in-quiescenza-vi-aiutiamo-nella-vostra-battaglia/ per ricevere la documentazione utile all’avvio della procedura con noi.

La documentazione dovrà essere inviata a cura del ricorrente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) o Raccomandata A/R alle amministrazioni indicate nel fac simile che forniremo agli interessati.

Con la raccolta dei mandati ad litem prevista per fine agosto, si avvia una nuova fase di questa battaglia legale.

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