“Con grande sgomento e indignazione, Confintesa apprende l’orribile episodio che ha visto la morte di un operaio agricolo indiano, che prima ha perso il braccio, tranciato da un macchinario avvolgi plastica trainato da un trattore e poi trasportato davanti alla sua abitazione con il braccio amputato depositato all’interno di una cesta di frutta. Questo atto ignobile e disumano rappresenta una barbarie che trascende ogni limite di sfruttamento e inciviltà”.

Lo dichiara Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa in merito al barbaro gesto compiuto ai danni di un operaio di origine indiana che stava lavorando in nero in un’azienda agricola Pontina.

“I lavoratori stranieri – continua Prudenzano – che quotidianamente affrontano condizioni disumane per un salario di ¾  euro all’ora, sono vittime di un sistema che non solo li sfrutta, ma li disumanizza in modo atroce. Questo episodio è un chiaro segno della brutalità con cui vengono trattate le vite di questi poveri lavoratori, costretti a vivere e lavorare in condizioni degradanti.

Confintesa chiede con forza che i responsabili di questo crimine orrendo siano individuati e puniti con la massima severità della legge. È inaccettabile che nel nostro paese si verifichino simili atti di violenza e disumanità.

Contestualmente – conclude Prudenzano – Confintesa esorta gli organi di vigilanza e le forze dell’ordine a intensificare i controlli nelle aree agricole e in tutti i settori in cui i lavoratori stranieri sono impiegati, affinché cessino immediatamente le pratiche di sfruttamento e abuso. È necessario porre fine alla piaga del lavoro clandestino, garantendo condizioni di lavoro dignitose e il rispetto dei diritti umani fondamentali per tutti i lavoratori presenti sul territorio italiano”.

Confintesa chiede giustizia per l’operaio indiano e per tutti coloro che subiscono violenze e soprusi in nome del profitto.

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