Colpire lo spettacolo impoverisce i lavoratori del settore e l’anima di un popolo

L’ultimo DPCM del Presidente Conte rischia di dare il colpo di grazia ai lavoratori dello spettacolo che da marzo sono in difficoltà prima per il lockdown e ora per la chiusura dei cinema e dei teatri oltre che delle discoteche e la sospensione di tutti gli intrattenimenti dal vivo”.

Lo dichiara Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa, in merito alle ripercussioni economiche che si avranno nel settore dello spettacolo dopo il DPCM del 24 ottobre.

“Incomprensibile la chiusura di teatri e cinema – continua Prudenzano – che hanno applicato alla lettera,  sostenendo costi elevati, le misure di sicurezza previste dai protocolli sanitari. Stesso discorso vale per le sale da concerto e, condividendo quanto detto nel suo appello dal Maestro Riccardo Muti, affermo che mente e spirito poveri danneggiano anche il corpo”.

Siamo davanti ad una pandemia con la quale dovremo convivere ancora per molto e non possiamo arrenderci e affidarci solo alla chiusura di teatri o luoghi di aggregazione ma è necessario fornire strumenti di contrasto al Covid, come hanno fatto i gestori di teatri, cinema e sale da concerto, senza colpire ulteriormente la categoria dei lavoratori dello spettacolo dal vivo che rischia di essere annientata economicamente e soprattutto non è possibile accettare che l’attività teatrale e musicale di ogni genere sia considerata superflua, affermazione che offende lavoratori e cittadini spettatori.

I lavoratori tutti dello spettacolo dal vivo si sentono privati della loro dignità professionale e sono in ansia per il loro futuro. Il Governo riapra al pubblico, con le misure anti Covid che sono state sempre rispettate, per garantire, sempre per dirla con le parole del Maestro Muti, quel cibo spirituale senza il quale la società si abbrutisce ma soprattutto per dare speranza al futuro dei lavoratori del settore già fortemente provati dai provvedimenti governativi.

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