Le recenti rilevazioni dell’ISTAT e le dichiarazioni della Banca d’Italia confermano un quadro preoccupante: il potere d’acquisto dei salari non ha ancora recuperato i livelli persi negli ultimi anni e un numero crescente di giovani continua a emigrare all’estero, attratto da condizioni retributive e prospettive professionali migliori.
“I dati ufficiali – dichiara Francesco Prudenzano Segretario Generale di Confintesa – certificano ciò che, come organizzazione sindacale, denunciamo da tempo: i salari in Italia non crescono in misura sufficiente e non consentono, soprattutto alle giovani generazioni, di costruire un progetto di vita stabile. È inaccettabile che il talento e le competenze formate nel nostro Paese continuino a essere valorizzate altrove.
Una risposta concreta – continua Prudenzano – deve partire dal rafforzamento della contrattazione collettiva, con particolare riferimento alla contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale, quale strumento fondamentale per redistribuire produttività, innovazione e risultati economici.
Occorre dare molto più spazio alla contrattazione – prosegue Prudenzano – perché è lì che si possono intercettare le reali esigenze di lavoratori e imprese, migliorare le retribuzioni e legarle ai risultati, senza penalizzare la competitività.
Confintesa richiama inoltre l’importanza di dare piena attuazione al principio della partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili d’impresa, così come previsto dalla Legge n. 76 del 2025.
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p style=”text-align: justify;”>La partecipazione non è solo un principio di equità – conclude Prudenzano – ma uno strumento moderno di crescita economica e sociale. Coinvolgere i lavoratori nei processi decisionali e nella distribuzione degli utili significa rafforzare il senso di appartenenza, aumentare la produttività e rendere il lavoro più attrattivo, soprattutto per i giovani. È una strada che va percorsa con decisione se vogliamo fermare l’emorragia di competenze e rilanciare il lavoro di qualità in Italia”.
