Le recenti dichiarazioni del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, confermano con autorevolezza quanto Confintesa sostiene da tempo: non basta rivendicare un aumento del numero degli occupati se quei posti di lavoro sono sottopagati e non garantiscono condizioni di vita dignitose, come previsto dall’articolo 36 della Costituzione.
“Un modello di crescita fondato sull’espansione dell’occupazione e su salari contenuti non è sostenibile”, ha affermato Panetta, riportando al centro del dibattito economico la qualità del lavoro, non soltanto la quantità.
“Confintesa – dichiara il Segretario Generale Francesco Prudenzano – ribadisce che non serve proclamare un milione di posti di lavoro in più se quei posti sono caratterizzati da retribuzioni basse, scarsa stabilità e mancato rispetto del principio costituzionale della giusta retribuzione. L’articolo 36 – continua Prudenzano – stabilisce infatti che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e comunque sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. È su questo terreno che si misura la reale solidità di un sistema economico”.
Il Governatore ha inoltre sottolineato che, senza un aumento della produttività, lo sviluppo rischia di arrestarsi. Anche su questo punto la posizione coincide con quella di Confintesa: salari bassi e scarsa produttività si alimentano a vicenda in un circolo vizioso che frena crescita e competitività.
Un modello fondato esclusivamente sul contenimento del costo del lavoro non incentiva investimenti in innovazione, non valorizza le competenze e non rafforza il sistema Paese. La direzione è chiara: salari più alti e maggiore produttività.
“Per Confintesa – conclude Prudenzano – ciò significa contrastare il dumping contrattuale basandosi su degli standard e non su dei “bollini”, investire seriamente in formazione e innovazione, rafforzare la contrattazione collettiva che garantisce trattamenti adeguati e orientare le politiche industriali verso qualità e valore aggiunto. Solo così la crescita potrà essere solida, equa e duratura”.
