La recente sentenza n. 4/2024 della Corte costituzionale rappresenta una conquista storica per i diritti dei lavoratori. Con fermezza, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 51, comma 3, della legge n. 388/2000, che negava il valore dell’anzianità di servizio nella determinazione della retribuzione individuale di anzianità (RIA) per alcuni di noi durante il periodo in questione.

Questa decisione giuridica è un faro di giustizia, poiché smaschera la retroattività ingiusta della disposizione e la sua violazione dei principi di equità processuale, sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo.

È essenziale comprendere che, nonostante la sentenza non cancelli le norme pregresse, essa stabilisce un precedente fondamentale: non avrà effetti retroattivi e non modificherà le decisioni definitive passate né i provvedimenti amministrativi ormai incontestabili. Inoltre, non altera i termini di prescrizione quinquennale dei crediti retributivi, che iniziano dalla loro origine progressiva, come confermato dalla Suprema Corte di cassazione.

Importante è il riconoscimento che la prescrizione non si applica a coloro che sono andati in pensione dopo il 2019, permettendo loro di rivendicare eventuali incrementi retributivi maturati successivamente. Per i pensionati da oltre cinque anni, è cruciale aver interrotto la prescrizione ogni cinque anni e averne prova documentale. Senza queste prove, la richiesta di RIA potrebbe essere preclusa.

È nostro dovere sindacale informare tutti i pensionati di queste evoluzioni normative e giurisprudenziali, affinché possano valutare con cognizione di causa la possibilità di avanzare richieste per il riconoscimento delle maggiorazioni acquisite.

Invitiamo tutti a partecipare alla nostra iniziativa: compilando il form al link https://www.confintesa.it/wordpress/ria-e-lavoratori-in-quiescenza-vi-aiutiamo-nella-vostra-battaglia/ riceverete tutta la documentazione necessaria per intraprendere questa battaglia legale al nostro fianco. Il tutto poi dovrà essere inviato tramite PEC o Raccomandata A/R alle amministrazioni indicate.

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