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PRUDENZANO: RAPPRESENTATIVITÀ INGANNEVOLE, LAVORATORI E IMPRESE NON LIBERI DI SCEGLIERE

“La rilevazione sui CCNL applicati è parte di una strategia per aggirare l’Art. 39 della Costituzione. Il 91% non misura il consenso, ma un monopolio protetto da veti incrociati e intimidazioni alle imprese.
Il dato diffuso dal CNEL, secondo cui il 91% dei contratti collettivi è firmato da CGIL, CISL e UIL, è una fotografia della realtà ma è anche la prova di un inganno di cui il CNEL è estraneo. È il risultato di una strategia volta a simulare una misurazione della rappresentatività adulterata per aggirare l’unica vera soluzione: una legge sull’attuazione dell’articolo 39 della Costituzione.”

La durissima accusa arriva da Francesco Prudenzano, Segretario Generale di Confintesa, che smonta la validità della rilevazione sulla contrattazione collettiva.

 “I numeri forniti dal CNEL, così come quelli sugli iscritti raccolti dall’INPS, non nascono da un processo di libera scelta e quindi non sono una misurazione di gradimento –continua Prudenzano Il sistema è un circolo vizioso e non libero. Nelle grandi aziende, specialmente quelle a partecipazione statale rappresentate da Confindustria, è impossibile per i lavoratori iscriversi a sindacati diversi da quelli che firmano i CCNL, perché queste imprese rifiutano di raccogliere le deleghe sindacali appellandosi a illegittime clausole di esclusività contenute nel CCNL stessi.
Alle piccole e medie imprese che provano ad applicare un CCNL diverso, magari più innovativo e dinamico, vengono sistematicamente inviati ispettori con la scusa di controlli, creando un clima di intimidazione che spinge imprenditori e consulenti a ‘seguire la corrente’ per evitare problemi. Di quale libertà di scelta stiamo parlando?
Questa situazione, secondo Confintesa, crea un paradosso insostenibile.
Ci viene detto che per contare bisogna avere iscritti e applicare contratti prosegue Prudenzano – ma allo stesso tempo ci viene impedito con ogni mezzo di raccogliere le adesioni e di far applicare i nostri contratti. È un sistema sigillato, un monopolio che si autoprotegge per preservare rendite di posizione che non hanno più alcuna corrispondenza con la realtà e la modernità.

Siamo consapevoli che il CNEL svolge un ruolo quasi notarile nella raccolta dei dati. Ma un organo di rilevanza costituzionale non può essere ingenuo. Non può presentare un dato senza spiegarne le criticità, senza spiegare come quel dato sia frutto di un sistema adulterato.
Chiediamo al Presidente Renato Brunetta, di cui riconosciamo l’onestà intellettuale –
conclude Prudenzano di farsi promotore, in aggiunta ai dati raccolti, di un’analisi che sveli le distorsioni del sistema attuale e suggerisca al Parlamento la strada per una democrazia sindacale compiuta: una legge sulla rappresentanza che liberi finalmente lavoratori e imprese.”

Di seguito, l’intervista completa del Segretario Generale Confederale Francesco Prudenzano:

 

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