Il decreto interviene sugli incentivi all’occupazione, sulle piattaforme digitali e sui rinnovi contrattuali. Confintesa: “Bene il principio, ma condizionare gli sgravi al trattamento economico dei contratti leader senza definire chi li individua è un paletto senza recinzione.”
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge in materia di “salario giusto”, incentivi all’occupazione, lavoro mediante piattaforme digitali e ulteriori misure urgenti in materia di lavoro.
Sul Capo I – Incentivi. Il decreto riscrive i bonus assunzioni: Bonus Donne 2026 (esonero 100%, max €650/mese, 24 mesi), Bonus Giovani 2026 (esonero 100%, max €500/mese, under 35), Bonus ZES 2026 (esonero 100%, max €650/mese, microimprese Mezzogiorno). Novità: un incentivo alla stabilizzazione dei contratti a termine sotto i 12 mesi per under 35, con esonero 100% per 24 mesi. L’accesso a tutti i bonus è condizionato al rispetto del “trattamento economico complessivo” dei contratti stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
Sul Capo II – Salario giusto. L’articolo 8 stabilisce che la contrattazione collettiva è lo strumento per determinare il salario giusto. Ma la norma opera “ai fini dell’erogazione degli incentivi”: non è un obbligo generale per tutti i datori di lavoro, è una condizione per accedere agli sgravi. Non viene definito come si misurano le organizzazioni “comparativamente più rappresentative”. Nessun criterio, nessun parametro, nessuna soglia. Il nodo strutturale che tiene in ostaggio il sistema contrattuale italiano resta irrisolto.
Confintesa ha depositato al CNEL nel novembre 2025, ed è stata depositata alla Camera dei Deputati nell’aprile 2026, l’unica proposta di legge organica oggi esistente su questo tema: un sistema di certificazione basato su sei criteri oggettivi e misurabili, un registro pubblico con codice univoco e un test antidumping che si applica a tutti i contratti, indipendentemente da chi li firma. Il decreto conferma che il problema esiste. La proposta di Confintesa offre la soluzione.
Sul Capo III – Piattaforme digitali. Confintesa valuta positivamente la presunzione di subordinazione in presenza di eterodirezione algoritmica (art. 13), l’obbligo di account unico per codice fiscale (art. 17), le comunicazioni obbligatorie mensili per i lavoratori autonomi delle piattaforme (art. 14) e il contrasto al caporalato digitale con sanzioni specifiche (art. 16). Si tratta di disposizioni coerenti con l’impianto del CCNL per i lavoratori delle piattaforme di delivery che Confintesa sta per depositare.
Sull’art. 11 – Rinnovi contrattuali. La retroattività degli incrementi dalla scadenza naturale e l’adeguamento automatico IPCA (30%) dopo 12 mesi di vacanza contrattuale penalizzano l’immobilismo. La decadenza del contributo di assistenza contrattuale dopo 12 mesi dalla scadenza toglie un incentivo perverso a ritardare i rinnovi.
La proposta integrale sarà presentata al Festival del Lavoro (Roma, La Nuvola, 21–23 maggio 2026), dove Confintesa è Main Sponsor.
