Risposta all’intervento di Silvia Spattini pubblicato su Bollettino ADAPT n. 15 del 20 aprile 2026
L’intervento della dott.ssa Spattini solleva una questione che merita di essere portata alle sue conseguenze logiche.
Confintesa firma contratti collettivi nazionali in diversi settori. Alcuni hanno minimi tabellari identici al contratto di riferimento. Alcuni hanno minimi inferiori, compensati da welfare contrattuale e istituti innovativi. Alcuni hanno minimi superiori. Nel settore della vigilanza privata, il CCNL firmato da Confintesa ha un trattamento economico complessivo superiore del 10% al contratto di riferimento.
Quel contratto non potrà mai diventare il parametro di settore. Non perché paga poco — paga di più. Non perché tutela meno — tutela di più. Ma perché non lo hanno firmato le organizzazioni che il sistema riconosce come “comparativamente più rappresentative.”
Il risultato è questo: quando i nostri contratti pagano meno del contratto di riferimento, siamo pirata. Quando pagano di più, siamo irrilevanti. Il criterio non è la qualità del contratto. È l’appartenenza al perimetro.
Chi difende questo perimetro non sta difendendo i salari. Sta difendendo un oligopolio negoziale. E l’intervento della dott.ssa Spattini, consapevolmente o meno, si inserisce in questa logica quando propone di confrontare “esclusivamente gli elementi fissi della retribuzione” dei contratti di riferimento. Tradotto: il metro sono io, e se il tuo metro misura di più, il tuo metro non vale.
Il welfare è parte del trattamento economico. Non per opinione: per legge.
Spattini sostiene che il confronto tra contratti deve basarsi esclusivamente sugli elementi fissi della retribuzione, escludendo il welfare. Questa posizione contraddice tre fonti normative.
L’Allegato I.01 del D.lgs. 36/2023 prescrive che la verifica di equivalenza tra CCNL si conduca sul Trattamento Economico Complessivo (TEC) e sul Trattamento Economico Normativo (TEN). Il TEN include per definizione previdenza complementare, sanità integrativa e bilateralità. Non sono aggiunte arbitrarie: sono parametri normativi.
L’art. 51 del TUIR ha creato il welfare contrattuale esattamente per consentire l’erogazione di valore al lavoratore con efficienza fiscale. Il legislatore ha voluto che una parte del trattamento economico transitasse attraverso strumenti detassati. Dire che questi strumenti non contano nel confronto significa dire che lo strumento creato dal legislatore per integrare la retribuzione non fa parte della retribuzione.
L’Accordo Interconfederale del 9 marzo 2018 — firmato da Confindustria con CGIL, CISL e UIL — introduce il TEC e il TEN come parametri di confronto tra contratti collettivi. Sono le stesse organizzazioni che Spattini difende ad aver concordato che il welfare fa parte del trattamento economico. Chiedere di escluderlo dal confronto contraddice l’accordo firmato dalle organizzazioni di cui si invoca la centralità.
Escludere il welfare dal confronto non è rigore metodologico. È un artificio per rendere non confrontabili i contratti di chi sta fuori dal perimetro.
Chi altro pubblica i dati?
Contrattipirata.it è l’unico portale in Italia che pubblica schede analitiche di confronto tra CCNL, aperte alla consultazione gratuita di lavoratori, imprese, consulenti del lavoro, stazioni appaltanti e ricercatori. Ogni scheda espone i dati voce per voce: minimi tabellari, mensilità, TFR, previdenza, sanità, bilateralità, permessi, maggiorazioni. Dove il CCNL Confintesa è superiore al contratto di riferimento, il dato è verde. Dove è inferiore, il dato è rosso.
Nessun’altra organizzazione sindacale o datoriale in Italia pubblica un’analisi comparativa dei propri contratti con questo livello di dettaglio. Non CGIL, non CISL, non UIL, non Confindustria, non Confcommercio. La critica di Spattini si rivolge all’unico soggetto che ha deciso di rendere pubblici i propri dati.
I limiti li dichiariamo noi
Ogni scheda pubblicata su contrattipirata.it contiene una sezione esplicita di elementi di minor favore. Dove i permessi retribuiti sono inferiori, il dato è esposto. Dove il contributo previdenziale è più basso, il dato è esposto. Dove la struttura retributiva produce un divario sul TFR, il dato è esposto.
Un sito che nasconde le debolezze dei propri contratti fa propaganda. Un sito che le dichiara fa analisi. Le debolezze non le scopre la dott.ssa Spattini: le pubblichiamo noi.
Il problema vero: chi certifica?
L’intervento di Spattini discute il metodo di confronto ma non affronta la questione di fondo: in Italia non esiste un sistema istituzionale di certificazione della qualità dei contratti collettivi. Chiunque può firmare un CCNL e depositarlo al CNEL. Nessuno verifica cosa contiene.
Confintesa ha fatto una cosa che nessun’altra organizzazione ha fatto: ha scritto una proposta di legge che introduce un sistema di certificazione basato su sei criteri oggettivi e misurabili. Il principio è semplice: non conta chi firma il contratto, conta cosa contiene. Ogni CCNL viene sottoposto a un test antidumping. Chi supera il test viene certificato. Chi non lo supera viene escluso. Indipendentemente dalla sigla.
La proposta è stata depositata al CNEL nel novembre 2025 e alla Camera dei deputati nell’aprile 2026. Non è un esercizio teorico: è un testo in formato regolamentare, con copertura finanziaria, pronto per il Parlamento.
Quel sistema di certificazione si applicherebbe anche ai contratti firmati da Confintesa. Noi chiediamo regole che valgano per tutti, inclusi noi stessi. Chi critica il nostro metodo di confronto dovrebbe chiedersi perché non propone un metodo alternativo — o perché preferisce che non ne esista nessuno.
Invito al confronto
Siamo a disposizione della dott.ssa Spattini e di ADAPT per un confronto tecnico pubblico su metodo, parametri e risultati. Lo proponiamo al Festival del Lavoro (Roma, La Nuvola, 21–23 maggio 2026), dove Confintesa è Main Sponsor e dove sarà presentata la proposta di legge sulla certificazione dei CCNL.
Portiamo i dati, la proposta di legge e la disponibilità a discuterne pubblicamente. L’unica cosa che non portiamo è la pretesa di avere ragione a priori. Quella la lasciamo a chi difende il perimetro.
Centro Studi Confintesa
Francesco Prudenzano – Segretario Generale
