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DL 62/2026 IN AULA: IL TEC ENTRA NELLA LEGGE SENZA IL TEN, I CRITERI DI QUALIFICA DEL CCNL RESTANO DILATABILI.

Oggi il provvedimento approda a Montecitorio per la discussione generale e la posizione di fiducia. La versione approvata ieri in Commissione Lavoro definisce il TEC come riferimento normativo del salario equo, ma adotta solo la metà economica del dispositivo, lasciando fuori il TEN. Sul criterio di qualifica del CCNL applicabile, il decreto opera attraverso un doppio meccanismo — rappresentatività comparata ed equivalenza — senza fornire criteri tecnici per la loro applicazione.

Oggi il DL 62/2026 — Decreto Primo Maggio, Atto Camera 2911 — approda in Aula a Montecitorio per la discussione generale, seguita dalla posizione di fiducia. La Commissione Lavoro della Camera, nella seduta di ieri 8 giugno, ha chiuso l’esame del provvedimento riformulando la definizione di Trattamento Economico Complessivo (TEC) e modificando i riferimenti al principio di equivalenza dei contratti collettivi nazionali.
Confintesa registra due profili tecnici della versione approvata che richiedono una lettura tecnica condivisa, fuori dalla cornice della polemica politica tra maggioranza e opposizione.

IL TEC ENTRA NELLA LEGGE, MA DIMEZZATO E DILATABILE
Il decreto adotta il TEC come riferimento normativo del salario equo, definendolo come “l’insieme di tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite” definite dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale — comprese mensilità aggiuntive, indennità fisse, prestazioni di welfare contrattuale.

La nozione di TEC è terminologia tecnica diffusa nel linguaggio giuslavoristico e nella giurisprudenza recente. Il Centro Studi della Confederazione la utilizza come asse di una metodologia di analisi sistematica dei CCNL, applicata sul portale contrattipirata.it, e la integra con la nozione complementare di TEN — Trattamento Economico Normativo — che comprende le voci normative del contratto: classificazione professionale, orario, ferie, congedi, regole disciplinari. Nella metodologia, TEC e TEN sono dispositivo unitario di valutazione tecnica della qualità contrattuale.

La Corte costituzionale, con la sentenza 60/2026 (Gazzetta Ufficiale n. 18 del 6 maggio 2026), ha riconosciuto al CCNL un ruolo qualificato di riferimento per la determinazione del trattamento economico e ne ha valorizzato la funzione di argine alla concorrenza al ribasso.

I CRITERI DI QUALIFICA DEL CCNL APPLICABILE RESTANO DISPOSITIVI POLITICI
Il decreto utilizza i contratti collettivi come parametro tecnico del salario equo attraverso un doppio meccanismo. Da un lato il riferimento, mai normato, alle organizzazioni “comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”, come criterio di qualifica fondato sull’appartenenza dei sottoscrittori. Dall’altro un principio di equivalenza, mantenuto nel testo base del decreto, per CCNL non leader. Entrambi i meccanismi operano senza criteri tecnici verificabili per la loro applicazione.

Confintesa non si colloca nella dicotomia politica tra “esclusività dei firmatari più rappresentativi” e “equivalenza ope legis dei contratti collettivi cd minori”. Entrambe le opzioni, in assenza di un parametro tecnico oggettivo, sono espressioni politiche. La rappresentatività comparata qualifica i CCNL per appartenenza, non per merito. L’equivalenza vaga lascia spazio a valutazioni caso per caso che, senza criteri certificati ex ante, sono esposte a discrezionalità del legislatore, dei giudici, degli ispettori del lavoro.

LA 1518/SG COME PARAMETRO TECNICO UNICO
La proposta di legge 1518/SG sulla certificazione pubblica dei CCNL, elaborata dalla Confederazione e depositata in CNEL il 12 novembre 2025, è stata ridepositata alla Camera il 15 aprile 2026. Istituisce un meccanismo tecnico di valutazione dei contratti collettivi su parametri oggettivi: una valutazione che tratti TEC e TEN come dispositivo unitario, in linea con la giurisprudenza costituzionale recente. La valutazione è neutra rispetto ai firmatari e applicabile uniformemente a tutti i CCNL nazionali.

La via che la Confederazione propone esce dalla dicotomia politica del dibattito di queste ore. Non si tratta di estendere il riconoscimento ad altri firmatari, né di mantenere l’esclusività di alcuni firmatari. Si tratta di sostituire il criterio dei firmatari, comunque declinato, con un parametro tecnico oggettivo, certificato pubblicamente. È il completamento del dispositivo che il legislatore italiano sta progressivamente recependo nelle leggi senza fornire il quadro tecnico che lo rende efficace.

Francesco Prudenzano
Segretario Generale Confintesa

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