In Italia ci sono oltre 1.000 contratti collettivi al CNEL. La maggioranza dei lavoratori è coperta da pochi accordi firmati dalle stesse organizzazioni da decenni. Molti altri contratti esistono per una ragione sola: abbassare il costo del lavoro. E chi domina il sistema non vuole cambiarlo, vuole difenderlo dagli intrusi.
Il governo prepara una legge delega che sostituisce “maggiormente rappresentativi” con “maggiormente applicati”. Sembra una riforma. Non lo è. I contratti più applicati sono già quelli delle organizzazioni dominanti. E un contratto al ribasso molto diffuso, con quel criterio, diventa il riferimento. Il dumping non viene eliminato: viene codificato.
Chi diserta i tavoli ministeriali non lo fa per combattere il dumping. Lo fa per non sedersi con chi potrebbe mettere in discussione un monopolio che dura da decenni.
Confintesa ha fatto una cosa diversa: ha scritto un disegno di legge, con tredici articoli, relazione illustrativa, analisi tecnico-normativa, analisi di impatto e copertura finanziaria. Lo abbiamo trasmesso al Presidente del CNEL il 12 novembre 2025 che lo ha trasmesso alla Commissione competente. Cinque mesi dopo: niente.
Il principio: non conta chi firma il contratto, conta cosa contiene. Ogni CCNL viene sottoposto a una certificazione di idoneità. Solo i contratti certificati hanno spendibilità pubblica. Questo rompe sia il dumping sia l’oligopolio: chi fa contratti seri viene certificato, a prescindere dalla sigla. Chi fa contratti al ribasso viene escluso, a prescindere da quanto è grande.
In più: diritto universale alla delega sindacale, registro pubblico con open data, codice univoco nei flussi INPS.
Da oggi il testo integrale è su confintesa.it e contrattipirata.it. È a disposizione di qualsiasi parlamentare.
Noi abbiamo fatto la nostra parte. Il silenzio di chi potrebbe agire è una scelta, e come tale sarà documentata.
Francesco Prudenzano
Segretario Generale Confintesa
